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lunedì, 09 febbraio 2009
Roberto Corradi è un pazzo a piede libero...e proprio per questo bisogna frequentare il suo blog! ;-)
Qui il suo canale su YouTube, anzi, il suo canale su Er Tubbo.
martedì, 13 gennaio 2009
"Dio c'è". Sulle autostrade e sotto i cavalcavia. "Dio è morto", scriveva Nietzsche, e Guccini lo cantava anni dopo. "Dio è morto, Marx è morto e anch'io non mi sento tanto bene", chiosava Woody Allen." Credo di sapere cosa si prova ad essere Dio", un modesto Pablo Picasso. "Dio, Patria e Famiglia", secondo Mussolini, che non aveva seguito il discorso. "Dio è uno scandalo, ma uno scandalo che rende bene", un prosaico Baudelaire. "Gli atei annoiano perché parlano sempre di Dio", opinione di Heinrich Boll. "Io, grazie a Dio, sono sempre stato ateo", ringraziava Bunuel.
Già per l'idea, la campagna a favore dell'ateismo promossa dall'UAAR (Unione atei e agnostici razionalisti) merita un premio.
Preti, papi, e frati occupano quotidianamente gli spazi mediatici? Arriva la risposta dell’UAAR che "intende, pagando questa campagna pubblicitaria, riconquistare all’incredulità un po’ di quella par condicio che i mass media stentano a riconoscerle."
Si parte da Genova, la sede arcivescovile del presidente della CEI Bagnasco, dove dal 4 febbraio circoleranno due autobus con le fiancate ricoperte da un messaggio semplice e chiaro "che vuole invitare a riflettere, con l'aggiunta di un pizzico di fiducia e ottimismo in chiave umanista": <<La cattiva notizia è che Dio non esiste. Quella buona è che non ne hai bisogno>>.
"Dopo le parole di Bagnasco per ostacolare lo svolgimento del gay pride, dopo le frequenti uscite del cardinale in materia di scienza, diritti, riproduzione, l`Uaar ha deciso di riprendersi un po` di par condicio. E di fare pubblicità all`incredulità", spiega il segretario generale dell'Associazione, Raffaele Carcano.
Successivamente al lancio della campagna nel capoluogo ligure, l'idea dei promotori è di proseguirla anche in altre città e per questa ragione lanciano un appello per raccogliere fondi.
L'iniziativa italiana segue quelle già organizzate in Inghilterra, Stati Uniti, Spagna e Australia dove hanno sollevato un vespaio ma anche goduto di una vasta visibilità.
In attesa della Reazione, Santo Piergiorgio aiutaci tu.

martedì, 06 gennaio 2009
mercoledì, 17 dicembre 2008
Quattro milioni di utenti in Italia e centoventi milioni in tutto il mondo. Il fenomeno Facebook, nato nel 2004 dall'intuizione di Mark Zuckerberg, ha generato nel 2008 un fatturato pari a 300 milioni di dollari e conquistato quasi tutti: giovani tra i 18 e i 35 anni, quelli più istintivamente portati al cazzeggio, ma anche critici, personaggi austeri e militanti severi tra cui, adesso, anche il ministro Renato Brunetta.
E' evidente che bisogna fare qualcosa: resistere ;-)
martedì, 04 novembre 2008
Ci manca solo che uno si mette a cinguettare su Twitter e senza saperlo si ritrova tra gli amici stretti di Al Qaida.
Ché come ci spiega La Stampa, anche i seguaci di Osama, pure quelli, sono diventati dduepuntozzero, e quindi giù con Twitter, Google Maps, telefoni con fotocamere e Skype.
L'autorevole Federation of the American Scientists mette in guardia: i terroristi sono in grado di utilizzare i più moderni strumenti tecnologici e tra questi il famoso servizio di instant messaging che è anche utlizzato da «gruppi per i diritti umani, comunisti, vegetariani, anarchici, comunità religiose, atei, militanti politici, hacker e altri, che comunicano tra di loro e con un’utenza più ampia». "Mamma mia!", cantava Meryl Streep.
lunedì, 27 ottobre 2008

Walter "Obama" Veltroni lancia la web tv del Partito Democratico e, in uno slancio di creatività, la chiama YouDem (...non so perché ma quel You mi ricorda qualcosa già sentito...boh?). Oliviero "Guevara" Diliberto risponde con la web tv dei Komunisti, nome spartano e fedele alla linea. Avanti popolo, nella Rete.
martedì, 04 marzo 2008
Google ha celebrato l'anniversario della nascita di Alexander Bell con questa copertina in suo onore.

Per puro sciovinismo abbiamo inserito sul motore di ricerca le parole chiave "telephone inventor", proprio in ammeregano, e la prima pagina che è saltata fuori è questa.
Dove tra le altre notizie si può apprendere che "Antonio Meucci was recognised as the first inventor of the telephone by the United States House of Representatives, in its resolution 269 dated 11 June 2002"
E ora...chi glielo dice a lui??
mercoledì, 12 settembre 2007
Un anno e mezzo fa è stato immesso in Rete un video clamoroso in cui due ragazzi mostravano l’effetto, in realtà conosciuto da tempo, a dir poco spumeggiante che risulta dal contatto delle Mentos se immerse in una bottiglia di CocaCola. L’incontro delle gustose caramelle con la famosa bibita gasata causava infatti una reazione chimica talmente effervescente che dalla bottiglia veniva espulso un getto di Coke di circa sei metri. All’apprezzabile effetto scenico del video seguivano, giustamente, i non peregrini quesiti dello spettatore/consumatore che si chiedeva a che cosa sarebbe andato incontro se avesse ingurgitato una Mentos innaffiandola poi con un bicchierone di Coke.
Colte in contropiede, e poiché dovevano limitare il grave danno d’immagine, i due brand hanno sfruttato a loro favore l’eccezionalità del video per dare vita alla più famosa e divertente campagna viral della Rete, costruita su decine di video in cui due singolari “scienziati” si cimentano, attraverso le speciali proprietà dei due prodotti in questione, in assurdi ed esilaranti esperimenti.
La campagna Mentos&Coke è stata un successo, e ancora più interessante lo è stata sotto il profilo strettamente comunicativo. Poiché infatti non potevano negare l’imbarazzante evidenza, i marchi hanno attuato un’efficace strategia di detournment semiotico (deviazione e distorsione del senso) spostando l’attenzione dello spettatore dalla dimensione d’allarme indotto dal primo video, alla dimensione strettamente ludica ed evasiva della loro campagna pubblicitaria. Per fare ciò si sono serviti di bizzarri personaggi, i due “scienziati”, che attraverso gli altrettanto bizzarri esperimenti estremizzano il fattore critico (l’esplosione causata dalla bevanda mischiata alle caramelle) e lo stemperano attraverso un gioco ironico dagli accattivanti effetti visivi.
Sulla linea della riuscita campagna Mentos&Coke, Carlsberg ha creato quest’altro simpatico spot in cui scherzosamente dimostra gli unici rischi in cui si incorre aggiungendo le caramelle Mentos in un boccale della rinomata birra.
martedì, 24 luglio 2007
Complice la calura estiva il blog va in vacanza. Si ricomincia più in là.
Buona Estate!
martedì, 17 luglio 2007
L’industria pubblicitaria studia attentamente i mutamenti della società, analizza le tendenze in atto, coglie i fenomeni emergenti, e li traspone nella comunicazione di prodotto. Con risultati più o meno efficaci, a seconda del canale scelto, dei mezzi comunicativi, degli obiettivi perseguiti.
La progressiva integrazione della Rete con i mainstream media, e la sua crescente diffusione tra la popolazione, ha aperto nuove strade alla diffusione dei messaggi pubblicitari, e al contempo ha richiesto un cambiamento di “registro linguistico”.
Ciò è tanto più vero nel caso dei video virali che hanno trovato il loro ambiente d’elezione nell’oramai arcinoto You tube, ben presto acquistato per una cifra stratosferica da Google, e negli altri motori di ricerca audiovisivi.
La diffusione di questi brevi spot pubblicitari avviene quindi secondo modalità, appunto, virale, che ribalta la strategia dei media tradizionali. Se nel primo caso i destinatari sono ricettori passivi, nel caso di una campagna viral gli utenti possono trasformarsi in agenti attivi della comunicazione, tramite passaparola alla comunità online e linkaggio del video. A beneficio, naturalmente, della brand awareness.
Affinché ciò avvenga diventa necessario acquisire il linguaggio e le forme dei user generated contents che, quando di ottimo livello, hanno contribuito a far nascere delle vere e proprie stelle riconosciute dalla comunità online, come nel caso di Lasse Gjertsen.
Proprio quest’ultimo è diventato ispiratore della nuova campagna su internet di Brico Io, ditta che opera nel settore dei prodotti per il bricolage, realizzata da Ninja Marketing.
La società ha quindi realizzato la comunicazione del prodotto avendo come riferimento il video “Amateur” prodotto da Lasse, qui pubblicato qualche tempo fa, in cui l’artista svedese si esibisce con la tecnica dello stop motion in una improbabile quanto geniale performance alla batteria e al pianoforte. Risultato, più di cinque milioni di contatti in pochi mesi.
Identica è stata la scelta espressiva operata nel viral di Brico io: stop motion, protagonista che si sdoppia, colonna sonora che nasce dalla combinazione delle due linee audio. Assente la voce fuori campo e il pay off finale, sostituito da un meno convincente, a nostro parere, “In response to Amateur by Lasse Gjertsen. Also for this video all the sounds are the actual audio from the original video tape. No alteration has been made other than basic timeline editing”.
Se tecnicamente il video è quindi fatto bene, la perplessità risiede nella frase finale che citando esplicitamente Lasse, sembra lanciare il guanto della sfida proprio a colui che del video…è stato l’ispiratore. Con la differenza che questa "singular tenzone" verrebbe lanciata da un soggetto che opera nel mondo della creatività applicata all’industria pubblicitaria ad un altro soggetto che lavora nel campo dell’arte. Due settori che accostati in questi termini fanno perdere smalto all’obiettivo iniziale del video, pubblicizzare il prodotto Brico io, a favore, paradossalmente, del precursore Lasse Gjertsen.
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