Nelle ultime ore si sta assistendo ad una serie ininterrotta di fatti di cronaca agghiaccianti che lasciano in chiunque ne viene a conoscenza un sentimento di profondo sgomento e sconforto.
Episodi orribili, per i quali verrebbe voglia di smettere una volta per tutte con la lettura dei quotidiani, con la visione dei telegiornali o la ricerca di notizie su internet, criticando invece ancora una volta il sistema d’informazione, non di rado accusato di riservare eccessivo spazio alle notizie tragiche, perché più vendibili e di maggiore impatto presso l’opinione pubblica.
C’è anche questo aspetto, naturalmente. La spettacolarizzazione del dolore vende. Con il risultato che, in una società sempre meno coesa come la nostra, questo tipo di notizie assume la perversa funzione di dare sfogo alle insicurezze delle persone, alimentare morbose curiosità - vedi la folla che accorre al processo di Annamaria Franzoni, come se stesse partecipando alla prima di un’opera lirica - e indirettamente accresce un clima di tensione e paura.
Eppure, di fronte a determinati fatti i media non possono tacere. Per quanto cruenti questi avvenimenti siano, per quanto drammatici. Rendere edotto il cittadino resta soprattutto in questi casi necessario, e l’unico criterio che si chiede al mondo dell’informazione è quello del rispetto delle regole giornalistiche, senza creare inutili allarmismi o usare toni sensazionalistici.
Queste considerazioni muovono quindi da una serie di avvenimenti accaduti negli ultimi giorni. Nel primo caso teatro dei fatti è una scuola materna di Rignano, un paesino di ottomila anime alle porte di Roma, dove si sarebbero consumate violenze inenarrabili su decine di bambini. Violenze che stando alle accuse sarebbero state compiute niente meno che dalle maestre dell’asilo alle quali i bambini venivano affidati.
A questa notizia è seguita poi quella dell’uccisione di un'esercente per mano di un cliente ubriaco in seguito ad una lite. L’oggetto della discussione erano cinquanta centesimi che l’assassino non voleva pagare per la consumazione e che quindi lo hanno indotto ad ammazzare la donna che gestiva il bar.
In un folle turbinìo di episodi sconcertanti, è poi giunta la notizia del decesso di una ragazza romana di soli 23 anni, morta in seguito ad una aggressione in metropolitana mentre si recava al lavoro. Infilzata con la punta di ombrello in un occhio per qualche spicciolo o a causa di un banale diverbio.
Questi tre episodi, seguiti l’uno all’altro con una cadenza diabolica, hanno in comune un elemento, il sadico spregio della vita altrui. Un disconoscimento del valore della persona che è ancora più spaventoso se può dar luogo a comportamenti raccapriccianti come quelli contestati in queste ore alle maestre della scuola di Rignano o, come negli altri due casi citati, se induce ad uccidere un proprio simile senza motivo, perché di motivi inesistenti si tratta, ma solo per dare sfogo agli impulsi più bassi di torbide e meschine personalità.
Gli ultimi due fatti menzionati sono ormai accaduti, e niente potrà colmare il vuoto lasciato da due vite stroncate così assurdamente. Resta il caso della scuola materna di Rignano, dove procedono gli interrogatori delle persone ritenute responsabili di violenze orrende sui bambini a loro affidati e si cerca di far luce su un avvenimento dai contorni ancora assai indefiniti.
Da una parte le famiglie dei piccoli, che denunciano con forza, dall’altra le persone inquisite che naturalmente rigettano le accuse contestate e si dichiarano vittime di una psicosi collettiva.
In mezzo migliaia di persone attonite che si interrogano, senza trovare risposte, sulle derive della società e su cosa riservi il domani.


In pratica noi passeggeri dovremo stare in piedi di fronte a questa macchina, grande circa quanto un frigorifero, mentre un omino guardone esamina quello che abbiamo sotto i vestiti. Chi non vuole essere palpeggiato o frugato manualmente, ha la possibilità di scegliere la "cabina del voyeur" nella quale le proprie forme appariranno senza nessun riguardo. Al prezzo di 100 mila dollari per armadio, ma i costi diminuiranno quando la produzione andrà aumentando, le nostre figure flaccide e i nostri seni decaduti saranno proiettati in bianco e nero sui monitor dell'areoporto, ma la visione a colori non può essere troppo lontana. Purtroppo l'intesità dei raggi si ferma alla pelle, dunque non si può sperare su un rapido check up gratuito degli organi a spese del governo.