Bourbon - neolog

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sabato, 31 marzo 2007
 

Contrordine compagni!

Negli ultimi anni le funzioni del Marketing e della Comunicazione aziendale sono spesso confuse con la licenza di attuare strategie di persuasione subdole ai danni dei consumatori. Diventa sempre più necessario quindi ridefinire la grammatica di pratiche che ben utilizzate contribuiscono ad elevare la conoscenza dei vari soggetti, consumatori in primis, coinvolti nel mercato. A tal proposito è interessante leggere l'intervento critico che Maurizio Chiesura, ex presidente dell'Associazione Italiana di Marketing, ha presentato ad un recente convegno e riportato anche da questo blog tematico. 

"Il marketing è stato un acceleratore dell’economia di mercato ed ha fortemente contribuito al progresso, ed allo sviluppo economico e sociale dei Paesi occidentali.
Non intendo quindi mettere in discussione la validità di ciò che il marketing ha fatto, ma di ciò che il marketing sta facendo o meglio di come oggi alcuni professionisti della materia lo interpretano.

Tanti sono i casi dove il marketing:
• finge un valore che non c’è;
• convince il consumatore di significati che non ci sono,
• brucia risorse per spiegare al consumatore significati che egli conosce già.

Chi ritiene che le ragioni del business e del profitto immediato giustifichino qualsiasi scelta dell’impresa spesso si abbandona ad un marketing corsaro ed aggressivo finalizzato a difendere oligopoli, a sostenere speculazioni od a sfruttare debolezze dei potenziali consumatori.
È sotto accusa quel marketing che ha contribuito a tenere alle stelle in Italia il prezzo del latte in polvere. È sotto accusa quel marketing che vede nella legge in difesa della Privacy, un “ostacolo” al proprio operato, un ostacolo quindi da aggirare, da ingannare, da ignorare. È sotto accusa quel marketing che per fidelizzare i clienti suggerisce di aggiungere nicotina alle sigarette così da aumentare la dipendenza nei fumatori.

La rivista scientifica Neuron ha recentemente pubblicato i risultati di una ricerca scientifica condotta negli USA dove alcuni neuroscienziati hanno scoperto - con la risonanza magnetica - che la pubblicità agisce sulle 2 aree del cervello che sono deputate alla percezione del piacere e della gratificazione, e sono le stesse coinvolte nelle malattie psichiatriche come la depressione. Ciò evidenzia come il Marketing o meglio la comunicazione di marketing sia una componente al tempo stesso potente e pericolosa se usata da specialisti che puntano a legare, condizionare, plasmare i clienti anziché a creare più valore per loro.

Alle aziende che devono adattarsi ai rapidi cambiamenti dello scenario mondiale necessita soprattutto un marketing che analizza e ricerca, che rileva i problemi ed i bisogni dei clienti, che stimola l’innovazione, il confronto, l’ascolto. Il modo attuale di fare marketing è invece troppo sbilanciato verso la “comunicazione”. Il marketing deve essere di più studio del mercato, di più analisi dei bisogni, di più comprensione di come evolve il mondo; il marketing deve essere di più una filosofia di gestione, che stimola la creazione di valore per gli stakeholder promuovendo innovazione e miglioramento, c’è bisogno di un marketing creativo incisivo anche nel “problem finding” e nel “problem solving” e non solo nelle tecniche e nelle modalità di comunicare.
Il modo attuale di fare marketing non ha aiutato a sufficienza le imprese a vivere positivamente la globalizzazione dei mercati. Anche il marketing ha contribuito a far vivere la Cina come una minaccia anziché come un’opportunità, venendo meno alle premesse su cui era nato e si è sviluppato.

Va criticato quel marketing incapace di spingere le imprese nei mercati che stanno sviluppandosi tumultuosamente. Quel marketing incapace di promuovere internamente alle imprese i cambiamenti necessari per mantenerle competitive.
Molti attori e protagonisti del marketing attuale infatti pensano soprattutto a “giocare contro i concorrenti” piuttosto che a giocare per i clienti, per i consumatori, per i cittadini. Tutto ciò nasce dal fatto che il marketing attuale ha un rapporto conflittuale con la CONCORRENZA, cioè con la propria mamma!

Il marketing attuale, un po’ invecchiato ed un po’ autoreferenziale, gioca in difesa nei confronti della concorrenza, si è “dimenticato” che la concorrenza è un bene pubblico perché è un agente di sviluppo e di giustizia sociale.

La concorrenza porta al superamento delle “rendite” derivanti da situazioni di monopolio e di oligopolio, la concorrenza abbassa i prezzi, la concorrenza da più potere ai consumatori, la concorrenza stimola la qualità ed il miglioramento, la concorrenza è il fattore che rende efficiente l’economia di mercato ed è proprio la concorrenza che ha ispirato i principi alla base del marketing.

Stiamo vivendo un marketing di “difesa” che:
• punta più a convincere che a soddisfare, (si impegna più a comunicare che a capire),
• punta più alla forma che alla sostanza, (si preoccupa più della confezione che del contenuto),
• punta più ad affascinare che ad informare, (la capacità di emozionare è più importante delle capacità di problem finding e di problem solving).

Non è quindi il marketing che chiedo di condannare bensì il modo difensivo, conservativo, autoreferenziale e coercitivo con cui alcuni suoi interpreti lo applicano.
Condannare le sempre più frequenti “iperboli del marketing” forse stimolerà il rinnovamento della disciplina, disciplina che è una risorsa utilissima per chi intende promuovere uno sviluppo sostenibile.

Il marketing non deve cambiare, deve semplicemente tornare alle origini, perchè questo marketing predatorio non crea più valore per nessuno."

postato da barboun | 16:22 | commenti (3)
economia, attualitĂ 


martedì, 27 marzo 2007
 

O la Borsa o la vita

Non è un caso se le più recenti indagini sullo stato della Rete danno il blog di Beppe Grillo ai primi posti tra i siti più visitati al mondo.
Il motivo del suo successo è l'opera di informazione che costantemente porta avanti nelle piazze e da qualche anno sul suo sito internet.
I detrattori potrebbero insinuare che il suo impegno sia in qualche modo calcolato, ma questo dubbio svanisce di fronte all'incontestabile veridicità dei fatti che ci racconta e alla dissacrante ironia con cui, da comico, fa ridere e al contempo riflettere il pubblico.
Bourbon, che sta allargando sempre di più lo spazio ai contenuti audiovisivi, è ben contento di offrire la sua piccola vetrina all'artista genovese, che connota la sua arte di un alto valore civile.




lunedì, 26 marzo 2007
 

And the Winner is

Come avevamo scritto nel penultimo post, il Concorso per i YouTube Awards si è appena concluso. Nella categoria "Video più creativo" non hanno vinto i nostri favoriti Asian Backstreet Boys, ma al primo posto sono meritatamente arrivati gli "OK go", un gruppo altrettanto svitato dalle magnifiche quanto improbabili coreografie. Il che ci fa ben sperare sulla possibilità di vedere persone armate di sana e creativa ironia al posto, un domani, di Maria De Filippi!




venerdì, 23 marzo 2007
 

BanalitĂ  del male

Un gruppo di scalatori europei sule pendici del monte Everest, ai confini tra il Tibet e il Nepal, accompagnati da una troupe televisiva, diventa testimone impotente di un massacro indiscriminato di tibetani in pellegrinaggio dal Dalai Lama ad opera dei soldati cinesi che sorvegliano la frontiera.

Riportiamo il video dalle immagini tragicamente crude, aggiungendovi il testo da noi tradotto dall'inglese per una maggiore comprensione.




“Gli sparano addosso come fossero cani!”.

Ore otto del mattino, una gelida mattinata ai confini del Nepal. A 5700 metri di altitudine si ha l’impressione che anche lo scorrere del tempo sia congelato.
Decine di tibetani camminano in fila silenziosamente lungo le montagne innevate per raggiungere e incontrare il Dalai Lama, la loro guida spirituale.

Il profondo silenzio del campo base allestito per gli scalatori stranieri è scosso da colpi d’arma di fuoco. Tutti possono vedere un soldato cinese prendere la mira e sparare contro bersagli umani. Una persona si getta a terra, ma qualcuno dei soldati s’accorge che ha evitato il proiettile e lo finisce immediatamente con un secondo colpo.
L’uomo muore nella neve ma, come se non fosse successo niente, il gruppo di pellegrini continua il cammino senza voltarsi indietro. Il cameraman continua a riprendere le incredibili scene.
Spostando l’obiettivo di un kilometro dal primo gruppo di pellegrini vede cadere un’altra vittima.

Gli scalatori inglesi e danesi sono letteralmente sconvolti da ciò a cui stanno assistendo. “E’ veramente agghiacciante vedere accadere simili cose di fronte ai miei occhi. Non so veramente per quale razza di motivi i Cinesi compiono atti simili , non c’è alcun bisogno di ammazzare…”.

Le ore trascorrono e al campo base arriva un uomo. È uno dei pellegrini tibetani ricercati dall’esercito e trova nascondiglio nella toilette. “Sei diretto dal Dalai Lama?” Annuisce col capo.
“C’è un tibetano qui nella toilette alle mie spalle che si nasconde all’esercito cinese. Un altro uomo è stato colpito e lasciato morire nella neve più di cinque ore fa. Ho visto i soldati cinesi sparare.” Lo scalatore fa un gesto rischioso, soccorre il pellegrino portandogli dei vestiti e del cibo.

In lontananza si vedono tre soldati contare le loro vittime, e lasciare i loro colpi nella neve. I soldati entrano poi nel campo base degli scalatori per raccogliere altre informazioni. Hanno catturato più di venti prigionieri, tra cui sette bambini. Per loro il pellegrinaggio dal Dalai Lama terminerà in una prigione.

I soldati fumano e sono rilassati, per loro è soltanto un’altra missione portata a termine con successo

Nonostante la presenza di testimoni stranieri, l’agenzia di stampa cinese afferma che i soldati hanno cercato invano di persuadere il gruppo di pellegrini tibetani a tornare indietro, ma che i tibetani hanno rifiutato attaccando i soldati . Questi ultimi sono stati così costretti a rispondere al fuoco colpendo a morte alcuni tibetani.

Questo è soltanto un altro episodio di un storia senza fine iniziata 47 anni fa quando il Dalai Lama fu costretto dall’esercio cinese a fuggire. Adesso il Dalai Lama guida il governo in esilio del Tibet dall’India. Soltanto per vederlo o toccarlo molti tibetani rischiano la vita. Nel frattempo, anno dopo anno, sono costretti a vedere profanati e saccheggiati i templi sacri della loro religione.



lunedì, 19 marzo 2007
 

Concorsi&concorsi

Youtube lancia il concorso per premiare i videopost più divertenti e interessanti dell'anno 2006 immessi sul più famoso motore di ricerca video.

Sette premi per sette categorie diverse: "miglior serie, miglior commedia, miglior video musicale, miglior commento, video più creativo, video più ispirato e infine video più adorabile di sempre", come riporta Repubblica, che saranno assegnati domenica 25 marzo al termine di una votazione on-line.

Anche Bourbon si getta nella mischia e sponsorizza gli Asian Backstreet Boys, il duo di liceali che nel volgere di pochi mesi ha letteralmente spopolato nella Rete con le sue spassosissime interpretazioni dei brani cantati dai celebri Ragazzidellastradasecondaria inglesi, il gruppo un tempo più amato dalle ragazzine, e odiato dai ragazzini, di tutto il mondo.

Notare il senso del ritmo, l'affiatamento, la mimica e il trasporto con cui i nostri affrontano un pezzo per niente facile. Chapeau. Altro che Robbie Williams!



sabato, 17 marzo 2007
 

Inchiesta su GesĂą

Nel nuovo libro di Corrado Augias viene affrontata la figura di Gesù, non soltanto per il fascino che continua ad emanare attraverso i secoli e per la grandezza del messaggio lasciato, ma anche perché sul significato della sua azione si sono intrecciate varie interpretazioni.

Attraverso lo studio di documenti storici l’ autore, con l’ausilio di uno dei massimi biblisti italiani, Mauro Pesce, analizza aspetti sulla sorte di Gesù post mortem che nel mondo cristiano sono poco noti.
Innanzitutto esaminare chi è Gesù dal punto di vista sia degli ebrei sia degli islamici. Per gli ebrei Gesù era un profeta, uno dei tanti che negli anni della dominazione romana di Israele predicavano l’avvento del regno di Dio e la liberazione della terra d’Israele dalla dura occupazione militare. Quando si discute di regno di Dio si parla della diffusa credenza dell’epoca: che fosse imminente la fine del mondo e l’inizio di un’epoca dove la giustizia avrebbe ristabilito, tra gli esseri umani, l’armonia perduta.

Augias cerca di delimitare la collocazione di Gesù all’interno della fede ebraica e sceglie di trattare la riscoperta di Vangeli che erano stati accantonati per secoli e che negli ultimi tempi sono stati riscoperti e ritradotti, nonché molto valorizzati. Al punto che la stessa Chiesa Cattolica considera che lo studio di questi Vangeli che si affiancano ai quattro tradizionali sia utile per completare la fisionomia di Gesù.

chieragesuAssumono valore due aspetti caratterizzanti la vita di Gesù. Il primo è l’avere separato nettamente la religione dalla politica. La frase “…date a Dio quel che è di Dio, date a Cesare quel che è di Cesare” è importantissima. Nel mondo antico la politica e la religione non erano separate ma bensì erano un tutt’uno. La divisione è avvenuta molto lentamente nel corso dei secoli fino alla Rivoluzione Francese, quando vennero separate le leggi degli uomini dai Comandamenti. Tuttavia nell’Islam questa scissione non è stata ancora stata fatta, reati e peccati infatti coincidono.
L’altro aspetto che appassiona è il fatto che Gesù ha reso pubblici e doverosi dei sentimenti che prima di lui erano relegati nella sfera privata: la misericordia, l’amore e la comprensione. Oggi tutti sanno che esiste quel comandamento, quel dovere morale.

Mauro Pesce chiarisce l'intento divulgativo dell'operazione: "non tanto o non solo un lavoro sul Gesù storico quanto una sintesi-resoconto sull'enorme quantità di dibattiti in corso nel mondo a proposito di questioni esegetiche. Il salto dai testi ai fatti non è competenza dell'esegeta, così come non si può pretendere da lui che dimostri la divinità o la non-divinità di Gesù". Insomma in questa interessantissima inchiesta l'immagine che appare di Gesù è quella di una personalità complessa, una figura solitaria e affascinante. Tipica di un uomo che ha cambiato il mondo.
postato da miranda84 | 17:00 | commenti (7)
libri, attualitĂ 


lunedì, 12 marzo 2007
 

Al grido di “Tutti Nudi!” conquisteremo il mondo!

Guardate cosa ho trovato sul sito di ALL MUSIC:

Siete stanchi di vedere tv, giornali e siti web invasi da corpi perfetti e irreali, fisici lisci levigati e sempre tirati? E sotto sotto, siete convinti che le rotondità dei vostri fianchi e  i pettorali vagamente sgonfi ma del tutto naturali non abbiano nulla da invidiare, in fatto di erotismo, alle tette delle siliconate e agli addominali da tartaruga del tronista di turno?

Allora, forse, è arrivato il vostro momento!
AllMusic è alla ricerca di gente normale disposta a mettersi in gioco di fronte alle telecamere, e a dimostrare al mondo intero quanto può essere sexy e interessante un fisico qualunque.

L’invito è rivolto a tutti ma proprio tutti, belli e brutti, giovani e vecchi, uomini donne e chi non ha ancora deciso, impiegati di banca e aspiranti modelli (anche taglie forti), calciatori dilettanti e professionisti del sumo… Serve solo un pizzico di coraggio e la voglia di tirare fuori l’esibizionista che è in voi.

AllMusic sarebbe alla ricerca di gente normale?!? Probabilmente è alla ricerca di "casi disperati" da sbattere di fronte ad una telecamera e da utilizzire per rendere ancora più trash la televisione italiana.Resto alquanto sconvolta da casting di questo tipo:www.allmusic.tv/allmusic/programma

postato da miranda84 | 13:36 | commenti (9)
media, lincredibile siste


martedì, 06 marzo 2007
 

New generation

Negli ultimi tempi si è parlato molto di adolescenti che senza alcun problema hanno avuto rapporti sessuali a scuola o in altri luoghi pubblici davanti ad amici. Interrogati a proposito, i ragazzi non hanno mostrato nè stupore nè vergogna. Per loro quelle azioni erano "normali".
Viene da chiedersi se abbia ancora senso parlare di pudore e di privato. Sappiamo che il pudore è quella sensazione di malessere che si prova a mostrare aspetti personali che si preferisce tenere nascosti. E’ il timore di svelarsi, di apparire ridicoli, di essere giudicati. Il pudore, insomma, è una sorta di limite che serve a non mettere in risalto qualcosa che riteniamo negativo. O almeno così dovrebbe essere.

Questa reazione non c’è più, sta scomparendo insieme al privato l’idea della sfera intima. Fino ad un attimo fa il privato era considerato una specie di spazio sacro dove tenere le cose più preziose, sessualità compresa. Ma oggi siamo di fronte a una mutazione culturale profonda, anni di nudo e di sesso esibiti  in tv, nella pubblicità e soprattutto su internet hanno portato un po’ tutti ad una certa assuefazione.

Perché mai dovrebbe sembrare strano mettere in scena un rapporto sessuale dal vivo, davanti ad altre persone? La “norma psicologica” che spinge a non tenere dentro niente, a buttar fuori tutto, a “liberarsi” ha molto contribuito alla scomparsa della sfera privata e a non percepirne più il senso. Non esiste nessuna differenza tra dare sfogo ad un desiderio in pubblico o in una stanza chiusa. Per i giovani protagonisti, dei vari episodi di "sesso in classe", non c'è scandalo in tutto questo. 

 



venerdì, 02 marzo 2007
 

Tonino reloaded

second_lifeSapevamo già che sotto il profilo comunicativo Antonio Di Pietro stesse almeno una spanna avanti ai suoi colleghi parlamentari. Ma fino a che punto non lo sospettavamo proprio.
Così dopo l'ottima idea di pubblicare in rete e a cadenza settimanale i suoi videopost, il Ministro delle Infrastrutture, che non avrebbe sfigurato neanche al posto del collega Gentiloni,  rilancia e  raddoppia.
Se negli ultimi mesi con i videopost attraversava le autostrade di internet per far giungere i suoi messaggi al navigatore in carne e ossa, con un doppio carpiato adesso Di Pietro si tuffa dritto dritto nella Rete per incontrare il cittadino virtuale. E apre lo spazio dell'Italia dei valori su Second Life (di cui abbiamo scritto anche qui), un mondo parallelo virtuale nato nel 2003 come gioco di simulazione, che in breve tempo ha assunto i connotati di una realtà "altra" in cui si replicano le forme e le relazioni del mondo reale. Un luogo, o forse meglio un non-luogo, dove intrattenere rapporti sociali, assistere ad eventi artistici, fare acquisti con una moneta virtuale convertibile in moneta reale. Nell'ultimo anno le transazioni virtuali hanno generato un flusso di 13 milioni di dollari veri. Così il crescente interesse degli utenti verso Second Life ha portato in questi mesi non solo le imprese ma anche il mondo della politica a sfruttare le opportunità di visibilità offerte dal gioco.
Di recente il Governo Svedese ha deciso di aprire un consolato virtuale per fornire informazioni e servizi. Poi su Second Life si è tenuta anche l'ultima conferenza del World Economic Forum di Davos, con tanto di proteste dei cyber-no-global. La palma di giovane avanguardista della politica su Second Life va però a Jean Marie Le Pen, leader del partito di estrema destra francese Front National, che, in ossequio al dettato della "innovazione nella tradizione" sempre caro alla retorica della destra più nostalgica, vi ha aperto per primo il suo quartiere generale virtuale. Suscitando l'ira e le proteste dei cyber-punkettoni e dei residenti democratici della comunità. All'iniziativa di Le Pen sono seguite poi quelle dei candidati alla presidenza della repubblica francese Nicolas Sarkozy e Segolene Royal e, notizia di qualche giorno fa, anche di John Edward, candidato democratico alle elezioni presidenziali americane del 2008.
Di fronte all'esplorazione di queste nuove frontiere della comunicazione Tonino poteva quindi stare solo a guardare? Certo che no, e dal suo sito fa perentoriamente sapere che "Per il momento ho acquistato un’isola e piantato una bandiera dell’Italia dei Valori. L’isola sarà presto attrezzata con uffici, sale conferenze e punti informativi sulle iniziative dell’Italia dei Valori. Sull’isola i visitatori in futuro saranno accolti da persone dell’Italia dei Valori attraverso la loro rappresentazione virtuale. L’isola sarà inoltre utilizzata per incontri sia interni che con i giornalisti.".
Staremo a vedere, in trepidante attesa. Ma nel frattempo rileviamo che esperimenti di questo tipo si sono potuti verificare in Francia e negli Stati Uniti anche perchè in questi paesi la banda larga è diffusa da tempo e a prezzi molto competitivi in quanto sul mercato agiscono molteplici operatori.
Come fa presente l'Associazione anti digital divide, la Francia si appresta ad aumentare la banda fino a 100 megabyte perché gode di un mercato altamente concorrenziale che ha portato gli operatori internet ad abbassare drasticamente le tariffe a fronte di un servizio sempre più conveniente. Tra questi operatori c'è Telecom Italia che oltralpe offre Alice 20mega, canone telefonico, telefonate illimitate, Tv tutto compreso a 24,95 euro.
Nel Belpaese invece la situazione è drammaticamente peggiore se si considera che ben 10 milioni di persone non sono ancora raggiunte dalla banda larga e Telecom Italia mantiene nei fatti il monopolio del mercato dell'offerta di connessione alla Rete.
Dunque, dato che molti di noi pur volendo non possono giocare su Second Life per i motivi su esposti, ci domandiamo: oltre a lanciare iniziative di impatto esclusivamente mediatico, non è il caso di potenziare seriamente le infrastrutture informatiche di un paese che è in forte ritardo rispetto al resto d'Europa?