Nel lontano 1955 l’opera di Nicholas Ray si proponeva di andare contro il sistema, contro l’universo adulto e contro tutte le convenzioni. E’ certo che mai prima di Gioventù bruciata l’incomunicabilità tra genitori e figli era stata portata sullo schermo con evidente risalto. La situazione storica rappresentata, quella del secondo dopoguerra, di grande benessere e conformismo con la nascita di una nuova generazione, configura la creazione sul grande schermo della figura del “ribelle senza ragione” (“Rebel Without a Cause” titolo originale). Il ribelle senza ragione è di solito un giovane benestante che preso dalla noia si crea problemi psicologici e sente dentro di sé la voglia di ribellarsi alla monotonia di una vita tranquilla. Nicholas Ray, cineasta e intelletuale, trasse questo personaggio intuendo quel moto collettivo giovanile di insoddisfazione che coinvolgeva ragazzi sia di estrazione proletaria che borghese e che spesso sfociava nella violenza. Tramite ciò l'intenzione del regista era di dipingere, con straordinaria forza espressiva, un "male di vivere" di portata universale.
Nel frattempo i produttori della Warner, affascinati dalla contorta personalità del giovane esordiente James Dean, si convinsero di avere tra le mani il nuovo Marlon Brando e lo vollero assolutamente nel ruolo del protagonista. Venne stabilito anche di girare il film a colori e in Cinemascope traendone un risultato assolutamente strepitoso negli impatti cromatici. Molte scene sono ancora oggi ricordate per la perfezione della messinscena e per il mutevole estro del protagonista, come ad esempio quella della “corsa del coniglio”, il pericoloso duello automobilistico che terminava in un dirupo, con macchine affiancata a far da contorno e ragazze eccitate a dare il via.
La trama del film intreccia due ribellioni, quella di un giovane e di una giovane della borghesia americana che vivono un’intensa storia d’amore in cui si scontrano episodi di violenza inutile e la reazione di un altro ragazzo che sente nascere quella strana simpatia verso il giovane più grande che “vorrebbe avere come padre”.
Gioventù Bruciata è sicuramente il film che è rimasto più vivo nell’immaginario di ogni appassionato di cinema per quanto riguarda la descrizione di quella bruciante ribellione di una gioventù senza guida che decide di urlare per non sapere che fare e per cui la comunicazione, quella vera, è un accessorio secondario.
Nel frattempo i produttori della Warner, affascinati dalla contorta personalità del giovane esordiente James Dean, si convinsero di avere tra le mani il nuovo Marlon Brando e lo vollero assolutamente nel ruolo del protagonista. Venne stabilito anche di girare il film a colori e in Cinemascope traendone un risultato assolutamente strepitoso negli impatti cromatici. Molte scene sono ancora oggi ricordate per la perfezione della messinscena e per il mutevole estro del protagonista, come ad esempio quella della “corsa del coniglio”, il pericoloso duello automobilistico che terminava in un dirupo, con macchine affiancata a far da contorno e ragazze eccitate a dare il via.
La trama del film intreccia due ribellioni, quella di un giovane e di una giovane della borghesia americana che vivono un’intensa storia d’amore in cui si scontrano episodi di violenza inutile e la reazione di un altro ragazzo che sente nascere quella strana simpatia verso il giovane più grande che “vorrebbe avere come padre”.
Gioventù Bruciata è sicuramente il film che è rimasto più vivo nell’immaginario di ogni appassionato di cinema per quanto riguarda la descrizione di quella bruciante ribellione di una gioventù senza guida che decide di urlare per non sapere che fare e per cui la comunicazione, quella vera, è un accessorio secondario.

