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martedì, 24 ottobre 2006
Milioni di appassionati entrano tutti i giorni in questo sito straripante di video di qualsiasi provenienza. Il canale televisivo planetario costruito da una collettività a una media di 65 mila nuovi filmati al giorno. Probabilmente un anticipo della televisione che verrà, ma comunque un serio concorrente per gli odierni mezzi tradizionali.
Nato un anno e mezzo fa, grazie ad un semplice ma efficace passaparola, You tube si è trasformato in un immenso contenitore dove gli utenti offrono vecchi reperti televisivi, video musicali, parodie divertentissime e frammenti di vita quotidiana. E' il luogo del caos ma anche della scoperta di personaggi, buffoni e a volte di talenti. Uno schermo moltiplicato all'infinito dove ogni secondo c'è un nuovo filmato e dove è possibile vedere com'è cambiato il mondo della comunicazione. Entrare in Youtube è come essere in una sala cinematografica dove lo spettatore è anche autore, un sistema in cui si creano piccole forme organizzative, canali, miniserie, format che appena inventati vengono subito copiati o ridicolizzati. E' il regno di una comunità in cui predomina la ripetizione e l'umorismo, la breve capacità di concentrazione e la mancanza del pezzo raro.
In questo grande circo incontrollabile nascono stelle, come la giovane Bree (conosciuta con il nome di LonelyGirl115) i cui brevi filmati sulla sua tormentata storia d'amore con Daniel hanno inchiodato allo schermo migliaia di utenti. Fino a che non si è scoperto che i video erano girati da un gruppo di filmakers indipendenti e che la protagonista era invece un'attrice neozelandese che risponde al nome di Jessica Lee Rose. Grazie alla popolarità raggiunta in pochi mesi la reginetta del web è stata ora scelta dall'Onu come testimonial per sponsorizzare l'impegno dell'organizzazione verso i bisognosi.
Youtube produce personaggi straordinari che in mezzo all'ondata di clip insensate sfruttano il potere del video per creare uno stile unico. Altro esempio, nel mese di agosto di quest'anno Peter, un settantanovenne inglese (nome in rete Geriatric1927), ha cominciato a pubblicare una serie di minivideo della durata di cinque minuti ognuno. In essi l'uomo raccontava la sua vita, la guerra e la passione per le moto diventando nel giro di breve tempo l'autore numero uno del sito.
A decretarne la fama, oltre al passaparola online, è stata la pubblicazione della clip Lazy Sunday della trasmissione Saturday Night Show della NBC. Ma nel 2006 il canale chiese a Youtube di rimuovere tutti i suoi filmati, generando un'azione legale che ebbe come effetto l'aumento della pubblicità a favore del sito e quindi la sua crescita.
La NBC cambiò in seguito strategia, annunciando un accordo con Youtube in cui ognuno avrebbe fatto pubblicità all'altro.
La creazione del più grande contenitore di filmati in rete è dovuta a tre giovani ex dipendenti di Ebay: Chad Hurley, Steve Chen, Jawed Karim. In poco tempo coadiuvati da una sessantina di dipendenti, su cui però grava una pressione incredibile. Altissimi infatti sono i rischi di collasso del sito a causa degli elevati costi di gestione che hanno prodotto debiti per svariate centinaia di migliaia di dollari. Tuttavia la rivoluzionaria formula di You tube è riuscita in poco tempo a conquistare il 47% del mercato, contro il 22% di MySpace e l’11% di Google Video. E proprio per questo motivo il più importante motore di ricerca fondato da Larry Page e Sergey Brin è riuscito nei giorni scorsi ad acquisirne la proprietà al prezzo di 1,65 miliadi di dollari, contando sui grandi introiti che deriveranno dall'espansione del mercato pubblicitario online.
Il principio ispiratore di Youtube, e la vera forza, è riassunto nel suo slogan: Broadcast Yourself. E' la creatività allargata alla base, un progetto nel quale tutti sono produttori e consumatori. Un modo efficace per esprimere se stessi.
giovedì, 19 ottobre 2006
Immaginiamo un mondo virtuale in 3D, nel quale attraverso un avatar possiamo muoverci, interagire con gli altri abitanti della comunità, costruire abitazioni, assistere a spettacoli, essere aggiornati sulle notizie e dare luogo a vere e proprie transazioni economiche in una moneta virtuale, il Linden Dollar, che può essere successivamente convertita in moneta reale.
Tutto questo è Second Life, comunità virtuale partorita nel 2003 da Linden Lab, una società californiana che sviluppa software per forme di intrattenimento 3D con sede a San Francisco, nella Bay Area, epicentro degli indirizzi strategici e del futuro delle tecnologie informatiche.
Un vero universo parallelo, con più di 950mila iscritti, che consente ai propri residenti di costruire un mondo nel quale vivere, appunto, una seconda esistenza, attraverso un alter ego cui si possono dare le più svariate sembianze.
Ma la grande novità introdotta da Second Life, e a nostro parere la sua principale attrattiva, è la possibilità di convertire la moneta virtuale impiegata dagli avatar nell'acquisto e scambio di servizi, in vero denaro sonante. Ciò ha dato la sture alla nascita di una vera e propria economia che raggiunge i 350mila dollari al giorno e i 13 milioni di dollari l'anno.Tant'è vero che anche il U.S. Congressional Committee sta valutando se introdurre forme di tassazione per queste specifiche transazioni economiche.
Un gioco dunque che, seguendo le regole del marketing, è stato progettato come un paniere di attributi dove, alla funzione principale, il divertimento attraverso la simulazione della vita reale, sono affiancate funzioni supplementari, scambi economici in primis, che ne potenziano l'attrattività per i consumatori. E soprattutto schiudono nuove opportunità di mercato per gli investitori.
Negli ultimi mesi grandi brand come Toyota Cars e Adidas hanno aperto in Second Life due store virtuali dove acquistare i loro prodotti. Ma la città virtuale di Second Life si offre anche come sfondo dove tenere eventi artisitici, oppure prendervi parte. Così il 6 agosto scorso un centinaio di utenti hanno assistito al primo concerto della storia tenuto dall’alter ego di una artista, la cantautrice Suzanne Vega.
L’ultimo passo che conferma l’attrattività di Second Life è stata la decisione dell’agenzia di stampa Reuters di aprire un vero e proprio ufficio virtuale con cui informare costantemente i residenti fornendogli notizie del mondo virtuale e di quello reale.
A qualche anno dallo scoppio della famosa bolla, la “new economy” sta conoscendo un nuovo periodo di espansione. Nel web trovano spazio alternative fonti di guadagno attraverso nuovi canali di coinvolgimento degli utenti con il rischio, purtroppo, che i più incalliti e fragili frequentatori dei giochi di simulazione confondano la vita reale con quello che è solo un suo surrogato.
martedì, 17 ottobre 2006
Negli ultimi tempi uno dei motivi per cui la Kabardino-Balkaria, sperduta Repubblica della Federazione russa, finisce di solito sui giornali è legato alla figura di Dzhambulat Khatokhov. Colui che, se ci fosse un Guinness dei primati della categoria, sarebbe il bambino più grasso del mondo:95 chili per un metro e quaranta di altezza.
Figlio di Nelya, madre single che afferma di arrivare alla fine del mese con fatica, questo ragazzino XXL potrebbe rappresentare la sua salvezza e lei ne è consapevole. Infatti negli ultimi mesi non si trattiene nel chiedere soldi in cambio di foto ed interviste al suo adorato bambino. Il quale non è affatto preoccupato per la sua mole e neanche la madre sembra farsene un problema, tanto da tranquillizzare l'opinione pubblica dichiarando:"Gli ultimi esami li ha fatti due anni fa, ed erano perfetti: i suoi organi sono sani e proporzionati". Però un caso così eccezionale meriterebbe controlli medici sempre più frequenti, l'obesità infantile è un problema di cui i giornali si occupano sempre più spesso e nessuno meglio di Dzhambulat potrebbe diventare il volto di questa emergenza internazionale.
In Italia un bambino su dieci è obeso e nel 2010 un quinto dei ragazzi americani tra i 9 e gli 11 anni sarà gravemente in sovrappeso. Le ricadute sono tante dall'ipertensione al colesterolo e dai disturbi dell'immagine alla depressione. Secondo una ricerca italiana condotta dal dipartimento di farmacologia dell'Università di Milano, per cui l'obesità è una malattia che si autoalimenta, nel futuro il mondo sarà abitato da adulti obesi. Dichiarano i ricercatori che quando una persona da sovrappeso diventa obesa, le cellule del grasso si infettano e si crea uno stato di forte infiammazione che manda tutto in tilt: le cellule che trasformanno le calorie in energia diminuiscono e l'ormone che regola l'appetito (leptina) smette di fare il suo lavoro. Il risultato è che lafame resta costante e anche poche calorie si trasformano in grasso.
Questa cattiva notizia se da un lato profila un destino difficile da combattere per chi soffre d'obesità, dall'altro libera il campo dalle accuse più umilianti: se sei grasso è colpa tua perchè non fai nulla per non esserlo, se sei obeso vuol dire che mangi troppo. Questo perchè, per un Dzhambulat felice del suo aspetto, ci sono milioni di bambini obesi infelici del loro peso e soprattutto dei pregiudizi di cui sono vittime ogni giorno.
venerdì, 13 ottobre 2006
Si chiama Roberto Saviano il giovane giornalista e scrittore napoletano che negli ultimi mesi ha scalato le vette delle classifiche con la sua opera prima "Gomorra", un romanzo-inchiesta sulla camorra napoletana, sui protagonisti, le stragi, le collusioni con la politica e le lucrative quanto sporche attività criminose.
Un libro denuncia quello di Saviano, pubblicato all'indomani dell più sanguinosa battaglia camorristica degli ultimi anni scoppiata tra il 2004 e il 2005 all'interno del clan Di Lauro, tra gli uomini del boss di Secondigliano Paolo Di Lauro, e i cosiddetti scissionisti capeggiati da Gennaro Marino.
Tra le cause scatenanti, il controllo del traffico degli stupefacenti che, stando alle stime, fruttano alla cosca camorristica un giro d'affari di 300 milioni di euro l'anno e assicura al clan di Lauro il dominio della vendita degli stupefacenti nel napoletano e nelle principali città del Sud Italia.
Saviano si muove con sicurezza sul doppio binario della letteratura e del rigoroso giornalismo d'inchiesta. E senza reticenze fa conoscere al lettore gli aspetti più reconditi di un fenomeno a torto considerato prettamente napoletano.
Il giovane scrittore fa i nomi e i cognomi dei boss, dei giornali che si prestano a dar loro spazio per lanciare i messaggi ai reali destinatari, e denuncia il potere politico che con loro collude, alimentandone la forza.
Ma secondo quanto denuncia il nuovo numero de l'Espresso, proprio a causa del coraggio e della sua tensione morale, negli ultimi mesi Saviano è diventato oggetto di minacce, lettere intimidatorie, telefonate mute e di un progressivo isolamento ambientale, che fanno temere per la sua incolumità e che hanno indotto il prefetto di Caserta a valutare nuove misure di protezione.
Ciò che più sorprende (ma fino a che punto?, aggiungiamo noi) è però il disprezzo con cui lo scrittore è stato investito il 23 settembre scorso dal sindaco di Napoli, Rosa Russo Jervolino, che nel consegnare allo scrittore il premio Siani avrebbe definito Saviano "simbolo di quella Napoli che lui denuncia". Condensando in una frase lo spirito con cui molti politici italiani continuano a porsi nei confronti dei fenomeni malavitosi.
Sembra che Enzo Siciliano a proposito di "Gomorra", poco prima di morire disse: "Ricordiamoci che non è solo un bel libro; questo ragazzo rischia la vita". Parole a dir poco profetiche e che evidenziano la caratura morale di un uomo capace di denunciare una realtà raccapricciante con cui in molti, per paura o opportunismo, preferiscono convivere.
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Qui il link dell'intervista rilasciata da Roberto Saviano ad Arcoiris TV sul fenomeno Camorra
domenica, 08 ottobre 2006
Sarà una mia impressione ma mi accorgo sempre più, leggendo giornali o ascoltando notiziari, che questo è l'anno dell'infatilismo. Ad esempio, partiamo dal delegato in terra del Signore nostro Dio. Il Papa espone un'opinione che offende (giusta o sbagliata che sia) la maggior parte dei musulmani. Gli viene "ordinato" di chiedere scusa, come ad un bambino che ha detto una parolaccia. Lui lo fa, ma subito dopo gli viene criticata la maniera ritenuta non sincera e quindi sbagliata. Dall'altronde siamo stati tutti dei bambini e ce lo ricordiamo benissimo che ci scusavamo solo per evitare dei guai. Ma è ragionevole applicare la stessa dinamica in episodi che riguardano Dio? insomma in quest'epoca nessuno è capace di parlare di fede in modo onesto e maturo.
Poi c'è il nostro presidente del Consiglio, Romano Prodi, che ha combinato una marachella con il telefono ma preferisce non ammetterla. Inizialmente rifiuta di spiegarsi poi invece lo fa, mentre Berlusconi protesta: "Non è giusto! Se lo avessi fatto io sarei stato sgridato molto di più!".
Da bambina confesso che non capivo nulla di ciò che dicevano il Papa e il Presidente del Consiglio, ma ora che sono cresciuta tutto mi è più chiaro in quanto i "grandi" parlano come i miei compagni delle elementari. Mi domando se tutto ciò è sensato...
martedì, 03 ottobre 2006
Questa straordinaria favola nera è probabilmente quanto di meglio abbia saputo creare il regista più gotico del cinema hollywodiano, Tim Burton, che dall'assurdo "Beetlejuice" fino al più recente "La sposa cadavere" continua a mescolare inquietanti atmosfere romantiche ad eccentrici mondi dai contorni pastellati.
Come nel caso del triste Edward, creatura artificiale ed incompiuta con delle forbici al posto delle mani, rimasto orfano del suo papà/creatore (un grande Vincent Price, veterano di tanti film horror) e catapultato suo malgrado in un suburbano mondo abitato da eccentrici personaggi. Prima accolto e poi perseguitato perchè considerato "diverso", Edward perderà l'impossibile amore di Kim (Winona Ryder) e tornerà a rifugiarsi nel malinconico e deserto castello natio perchè perseguitato dai mediocri abitanti del quartiere in cui aveva cercato di vivere una nuova esistenza.
Il film di Burton è pervaso da un intenso clima fiabesco e poetico che riesce a conquistare lo spettatore sin dalla prima visione. Significative le scelte scenografiche del regista attraverso i rutilanti colori della cittadina nella quale si ritrova Edward contrapposti a quelli notevolmente più cupi del suo castello, e i costumi degli abitanti, quasi a sottolineare l'inquietante "normalità" che incombe sulla stanca e provinciale vita della comunità.
Diverse le sequenze di irresistibile comicità arricchite dal talento di Johnny Depp, il quale nella sua recitazione sembra rifarsi ai meravigliosi silenzi del cinema muto, mentre carichi di pathos sono i dialoghi con la sua amata nelle scene finali del film: "Stringimi" gli sussura Kim, "Non posso" risponde affranto Edward.
Per concludere, l'opera di Tim Burton rappresenta la riuscita attualizzazione del cinema visionario passato che, attraverso la poesia, redimeva la sofferenza e la solitudine cui erano condannati i "diversi".
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