A cinque anni dal tragico attentato alle Torri Gemelle di New York, che ha aperto una nuova era per gli assetti geopolitici mondiali, sono ancora tante le domande in attesa di una risposta.
Domande che chiedono trasparenza e che non si accontentano dell’ormai abusato leitmotiv che fa leva sullo scontro di civiltà tra l’occidente cristiano, baluardo della democrazia, e l’islam fondamentalista, impersonificato dal saudita Osama Bin Ladin, in passato già munifico socio d’affari della famiglia Bush.
Intanto a pochi giorni dall’anniversario dell’11 settembre la Commissione intelligence del Senato Usa ha pubblicato il rapporto sulle modalità che portarono l’amministrazione Bush-Cheney ad intervenire in Iraq e a rovesciare il regime di Saddam Hussein.
Dalle 125 pagine rese note, delle 400 che costituiscono il documento, emerge che il dittatore iracheno non aveva legami con la rete terroristica internazionale Al Qaeda, né che fosse in possesso di armi di distruzione di massa. Ovviamente non rimpiangiamo il regime feroce imposto in spregio di ogni regola democratica dal dittatore iracheno, ma siamo al contempo consapevoli che il ribaltamento di Saddam Hussein è esclusivamente figlio di una sedicente guerra al terrore che trae origine dall'11 settembre.
Restano quindi i quesiti su come un manipolo di uomini che non erano in grado di pilotare un aereo ultraleggero, come è stato appurato in seguito, abbiano potuto compiere una manovra impegnativa come il dirottamento di due aerei contro le TwinTowers e mettere in ginocchio la più grande potenza militare del mondo.
Non trova spiegazione il mancato rinvenimento dei resti dell’aereo che, stando alle fonti ufficiali, si sarebbe schiantato contro il Pentagono lasciando come segno dell’impatto un buco di soli 5 metri di diametro, quando il velivolo presentava un’apertura alare di decine di metri.
E ancora, non è chiaro perché non sono mai stati trovati i resti dei passeggeri del quarto aereo dirottato per colpire la Casa Bianca, che si sarebbero ribellati ai dirottatori causandone lo schianto.
Questi e molti altri quesiti sono stati posti in vari dossier e documentari, come "Loose Change" e "Confronting the evidence", quest’ultimo trasmesso da Report domenica sera su raitre. Documentari che instillano dei salutari dubbi nello spettatore e chiedono maggiore trasparenza riguardo un evento con numerosi coni d’ombra e tragicamente scolpito nelle pagine della nostra storia contemporanea.

