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lunedì, 14 agosto 2006
Siamo passati dall’interpretazione dei sogni di Sigmund Freud ad una macchinetta in plastica che decifra gli strilli dei bebè, si chiama “Perchépiango?” e costa 95 euro.
L’utilità di tale strumento, grande quanto un telecomando, è di spiegare alla madre (?!) il perché il bebè in fasce strilla.
Il procedimento consiste nell’analisi della frequenza delle urla confrontate con un campione universale di pianto già prememorizzato. Naturalmente perché ciò avvenga bisogna porre lo strumento, creato da un ingegnere spagnolo, accanto al bambino e in 30 secondi si potrà conoscere la diagnosi su fattori quali fame, noia, dolore e sonno.
Nella pediatria è noto che a ciascuno dei principali stati d’animo di un neonato corrisponde un preciso tipo di vagito, diverso dagli altri per intensità. Ad esempio, se il bambino si annoia il pianto tende ad iniziare con suoni lamentosi mentre se ha fame gli strilli hanno un tono energico.
Il “Perchépiango?”, già commercializzato in ben 21 paesi, vanta una serie di certificazioni mediche che ne confermano una efficacia che si aggira intorno al 90 per cento.
Probabilmente lo strumento funziona davvero, ma la tecnologia può davvero superare l’istinto materno nell'interpretazione dei vagiti del proprio pargolo?
venerdì, 11 agosto 2006
Il film di Ingmar Bergman (1960) si concentra su un dramma privato, in cui l’omicidio seguìto allo stupro di una ragazza ad opera di tre uomini porta alla spietata vendetta del padre di lei.
La storia si svolge tutta in un giorno: una giovane decide di recarsi nel bosco ma qui viene aggredita e uccisa da tre vagabondi.
Alcune ore dopo i tre balordi chiedono ospitalità presso una casa che si rivela essere proprio quella dei genitori della ragazza appena uccisa.
Sarà il padre della vittima, uno straordinario Max von Sydow, a intuire dai vestiti sporchi di sangue dei tre aguzzini il delitto consumato e a compiere l’inesorabile e spietata vendetta.
Nel finale avviene il miracolo, nel punto in cui la coppia trova il corpo esangue della figlia sgorga una fonte e proprio lì i due decidono di innalzare una chiesa.
La “Fontana della vergine” rimane un film pieno di speranza strutturato sulla battaglia tra il Bene e il Male, tra l’ingiustizia e la sua nèmesi.
Girato in bianco e nero, che definisce al meglio i volti dei personaggi ed enfatizza le espressioni severe di Max von Sydow (protagonista de “Il settimo sigillo”, altro capolavoro di Bergman) generando contrasto tra gli ambienti interni ed esterni, i primi tetri e bui mentre gli altri nettamente più luminosi.
Grande il successo che accolse il film, tanto da far ottenere al regista il suo primo Oscar e il meritato titolo di “Maestro”.
giovedì, 10 agosto 2006
- Ueh, guard a chill là!
- A chi dice?
- Allà, chille guaglione co’ a saccocce ‘ngoppa ‘a spalla!
- Dice chille co’ ‘o cappellino scritto Niù Iorc? Sì!
- L’hai vista che machinett ca tìene?
- E benedetto Sangennà!! Chille tiene li sord!
- Jamme jà, jammal’ fa’ ‘na foto!!
Ha assunto il tono tragicomico di una commedia napoletana, la storia capitata a Mattew Godfrey, 26enne turista americano in vacanza nel capoluogo partenopeo e vittima fortunatamente illesa di una rapina in cui paura e violenza si mescolano ad aspetti dai risvolti paradossalmente comici.
È sera, il giovane turista passeggia per il centro della città. Cappellino da baseball, magliettona xl, bermuda da skater e allstars ai piedi per affrontare la canicola estiva. A tracolla la macchinetta fotografica, simbolo distintivo dei turisti d’ogni dove e ambìto trofeo dei guagliuncelli di strada.
Il giovanotto imbocca via dei Decumani, scatta fotografie ai monumenti e ai palazzi ricamati dai bugnati rinascimentali quando viene avvicinato da due ragazzini che lo strattonano e con un movimento repentino gli sfilano la macchinetta fotografica fuggendo via.
Matthew però non si dà per vinto, anzi supera l’empasse iniziale e, complice il fisico prestante da giocatore di rugby, si mette a rincorrere i due ladruncoli.
I furfantelli hanno il vantaggio di conoscere palmo a palmo ogni meandro della città vecchia ma loro malgrado la distanza che li separa dall'inseguitore in pochi secondi si accorcia sempre più, quando quest'ultimo stacca il piede da terra e con il peso dei suoi quasi 90 kili stende sull’asfalto uno dei due guaglioni recuperando quindi il maltolto.
Nel frattempo Matthew trattiene il ladro deciso come è a consegnarlo alla polizia e a squarciagola invoca l’aiuto delle persone del vicolo attorno.
In effetti qualcuno ascolta, anzi molti e presto scendono in strada dirigendosi verso di lui. Il giovane turista pensa che ormai tutto si stia per risolvere per il meglio, ma è ignaro che l’epilogo è una farsa dal sapore amaro.
La gente che gli va incontro infatti non è lì per soccorrerlo, piuttosto per liberare i due ladruncoli e per questo non esita a far piovere addosso al turista una grandinata di colpi, calci e pugni.
Fortunatamente dopo qualche minuto a soccorrere il giovane americano interviene la polizia che arresta anche il borseggiatore e conduce il malcapitato al Pronto Soccorso per medicare le contusioni provocate dall’aggressione.
“Pensavo che tutta quella gente volesse aiutarmi e invece era lì per liberare i ladri…” racconta ancora incredulo agli agenti della polizia Matthew.
Ma non sa che come diceva Pino Daniele “Napule è mille creature”, fascino e dramma di una città che non riesce a liberarsi dal retaggio di una criminalità con radici profonde e difficili da estirpare .
mercoledì, 09 agosto 2006
Sono 130 milioni le donne che nel mondo hanno subito l’infibulazione, cioè la mutilazione dei genitali femminili. Una pratica largamente diffusa in ben 28 paesi dell’Africa sub-sahariana e presente ormai anche in Asia, Australia, Nord-America ed Europa in seguito ai movimenti migratori.
La religione, usata spesso come giustificazione, non ha nessun legame con quest’atroce rito che provoca gravi ripercussioni sulla salute fisica e psichica delle donne che vi sono sottoposte.
L’infibulazione è piuttosto espressione di culture patriarcali che negano la dignità della donna trasformandola, nel caso estremo della circoncisione faraonica, in un mero oggetto sessuale.
Nel 2002 è stata avviata una campagna contro le mutilazioni genitali femminili, la Stop Female genital mutilation, il cui obiettivo è di sostenere questa battaglia per favorire il confronto tra i governi africani ed elaborare strategie comuni per contrastare il problema.
Nei primi due anni la campagna ha registrato buoni risultati, riuscendo a fare adottare all’Unione Africana un Protocollo sui diritti delle Donne in Africa. Il documento che contiene disposizioni relative all’educazione e al ruolo attivo delle donne nella società, tocca inoltre temi come l’aborto, il matrimonio e la monogamia. In relazione all’integrità fisica delle donne, il Protocollo stabilisce che le mutilazioni vengano vietate e condannate adottando efficienti misure legislative.
Ma per l’entrata in vigore del Protocollo si devono raccogliere le adesioni di almeno 15 paesi membri dell’Unione Africana, mentre ad oggi vi hanno aderito soltanto Libia, Isole Comore e Ruanda.
L’adozione del Protocollo segnerebbe per le donne Africane il raggiungimento di un grande traguardo nella lotta contro le mutilazioni genitali e permetterebbe loro di entrare pienamente nella vita civile e politica della loro società.
Si tratterebbe di una conquista epocale per il grande continente.
lunedì, 07 agosto 2006
In Cina, paese con più di un miliardo di abitanti, non si è mai parlato di sesso poiché considerato un tabù. Ma da ormai un anno, per evitare che i giovani cerchino informazioni sui numerosissimi siti porno, diverse scuole inseriscono nei libri di testo poesie e storie d’amore di Pushkin e di Charlotte Bronte. Lo scopo è di aiutare i ragazzi a capire la sessualità, mentre 600 siti vengono chiusi e 300 persone arrestate nel campo della pornografia via Internet.
A rompere il ghiaccio in Cina sono state due donne, Mian Mian e Muzimei, determinate nel cambiare la situazione. La prima descrivendo attraverso i suoi libri un nuovo stile di vita, sconvolgente e incomprensibile per le vecchie generazioni, mentre la seconda tenendo un blog sulla sua travolgente vita erotica.
Naturalmente le autorità cinesi sono intervenute facendo chiudere non solo il diario di Muzimei, ma anche tutti i siti in cui veniva citato il suo nome.
Tuttavia se da Pechino sono partiti ordini repressivi, in alcune regioni dell’Est le autorità locali hanno iniziato a diffondere una politica d’informazione nuova per cercare di fornire ai giovani risposte sulla sessualità che per decenni sono state negate e per cercare di porre un freno al mercato dell’hard che negli ultimi anni ha vissuto una notevole crescita.
Dal 1994 infatti sono stati aperti 20 mila sex shop e c’è stato il boom di Eachnet.com, l’equivalente cinese di Ebay, dove si possono trovare una gran quantità di giocattoli erotici.
L’ultima iniziativa promossa del governo cinese è una campagna di sensibilizzazione rivolta alla terza età, per la quale il ministero della Sanità ha fatto pubblicare alcuni libri di educazione sessuale indirizzati agli uomini over sessanta con l’obiettivo di far imparare ed apprezzare loro ciò che nella vita gli è stato negato. ..Ne sentivano davvero il bisogno?
sabato, 05 agosto 2006
Quando Prodi afferma che dopo ottanta giorni di governo di centrosinistra l’Italia ha ripreso a girare, un dubbio mi assale. Dal punto di vista di chi governa, qualunque governo esso sia, far apprezzare il proprio operato è plausibile. In fondo anche Berlusconi ha ripetuto, corroborato dalla fiducia che il suo sorriso durban’s infonde, che durante il suo mandato l’economia italiana non arretrava. Ma ormai si doveva giocare il tutto per tutto e quindi in un certo qual modo era scusabile.
Dicevo quindi che l’affermazione di Prodi mi insinua un dubbio perché non rende conto di alcune scelte, tra le molte seppur meritorie, che sono state compiute in questi primi due mesi.
La sterzata che il governo di centrosinistra ha impresso al Paese a mio parere è stata importante, e molti sono i vantaggi che i recenti provvedimenti attuati dal ministro Bersani recheranno ai cittadini, in particolare nel settore delle liberalizzazioni e nella lotta all’evasione fiscale. Vediamo quali.
Per quanto riguarda il primo punto, grazie alle nuove disposizioni potranno essere venduti i farmaci che non richiedono ricetta anche nei supermercati, purchè presente un farmacista. Si intacca dunque il monopolio iniettando una salutare dose di concorrenza.
Aumentano poi le licenze per il servizio taxi grazie alle nuove concessioni che i Comuni potranno indire.
Modifiche vi sono anche nel settore bancario dove la chiusura del conto bancario non costerà più, mentre in quello assicurativo viene istituita la figura dell’agente assicurativo plurimandatario e chi subirà un danno in un incidente stradale sarà indennizzato direttamente dalla sua compagnia di assicurazione.
In campo notarile scompare l’obbligo di intervento del notaio per i passaggi di proprietà di auto e di barche.
Passando al settore fiscale vediamo che finalmente sono adottate misure per combattere la piaga dell’evasione, che in Italia è stato calcolato coprire un terzo dell’intero PIL.
La soluzione adottata prevede che a partire da quest’anno le prestazioni professionali sopra i mille euro non potranno più essere pagati in contanti, per scendere gradualmente a 500 nel 2007 e a 100 entro il 2008. Tutti i pagamenti dovranno essere tracciabili telematicamente per garantire un maggiore controllo. Viene quindi istituita l’anagrafe tributaria dei conti correnti, che in sintonia con gli altri provvedimenti, permetterà di conoscere i conti correnti intestati ad un singolo contribuente e le banche presso le quali essi sono aperti.
Attraverso queste decise riforme in materia fiscale, unitamente all’azzeramento delle basi imponibili dell’Iva e agli studi di settore, il governo Prodi punta a recuperare 3,4 miliardi quest’anno e 5,8 miliardi l’anno prossimo.
Molte di queste riforme sono quindi largamente condivisibili nei loro intenti, ma proprio per questa ragione allora continuo a domandarmi: perché questo segnale di ritorno alla legalità non ha toccato anche i soliti poteri forti condannati per evasione fiscale, frodi e concussioni per il valore di miliardi di euro? Perché concedere loro l’indulto per reati gravi che poi ricadono sulle spalle dei cittadini? Se si voleva dare un segnale forte alla lotta all’evasione e alla corruzione, quale occasione migliore il governo Prodi ha appena lasciato sfumare?
venerdì, 04 agosto 2006
Secondo l’indagine svolta dall’European Opinion Research Group, in Italia 56mila persone si ubriacano almeno tre volte alla settimana. Ma non si ricorre solo all’alcool, oggi il trend sono i miscugli di quest’ultimo con bevande energizzanti e droghe sintetiche che oltre a poter provocare danni permanenti al fegato, cuore e cervello di chi li assume, costituiscono però un vero pericolo sociale.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità stima che il 30 per cento degli incidenti stradali è causato da stato di ubriachezza.
Negli ultimi tempi si è diffusa la Mdma, cioè il principio attivo dell’ecstasy, formata da cristalli simili allo zucchero che vengono fatti sciogliere nella birra. La dose di 0,2 grammi è venduta a circa 50 euro e riesce con facilità estrema a danneggiare il sistema nervoso. Accanto alla Mdma troviamo la Ketamina, un anestetico per cavalli che regala sensazioni allucinogene con il rischio che il momentaneo distacco con la realtà diventi permanente.
C’è inoltre il Freebase, cioè cocaina purificata, che viene fumata con la pipetta e produce un effetto simile ad una scossa di elettrostimolatore. Indicato per i duri di cuore perché il rischio che si corre questa volta è l’infarto.
Tirando le somme, ecstasy e cocaina risultano ancora in vetta alla classifica delle droghe più diffuse, perchè capaci di creare lucidità, euforia e dipendenza. Guadagnano posizioni le metanfetamine (Mdma e ketamina) che creano squilibri a livello cerebrale con effetti negativi come ansia, insonnia o attacchi di panico che possono comparire a distanza di diverso tempo, mettendo in pericolo anche il fisico che se troppo stimolato cade sotto forte stress.
Resistono infine le anfetamine e Lsd di cui si apprezzano le qualità psicotizzanti e allucinogene, e che regalano emozioni dilatate ma non sempre garantite per chi desidera divertirsi mettendo su di un filo la propria vita e quella degli altri.
martedì, 01 agosto 2006
Adele H., la più triste eroina romantica del cinema europeo; donna sola che giura a se stessa che niente mai fermerà la sua passione d'amore per un giovane tenente britannico. Sfortunato personaggio femminile di Francois Truffaut perchè innamorata ma respinta, diventa folle perdendo totalmente la ragione.
Adele H. è un film che evoca un amore intenso e al tempo stesso impossibile, nel quale sono descritte emozioni tanto dolci quanto violente. La sceneggiatura è ripresa dai diari, ritrovati nel 1955, di Adele Hugo, figlia del celebre scrittore Victor Hugo, e racconta la storia di una donna (Isabelle Adjani) che per ritrovare l'uomo di cui è innamorata dall'Europa si reca alle Barbados per raggiungerlo. Una volta lì insegue per giorni il tenente (Bruce Robinson) pregandolo di sposarla e offrendogli tutto ciò che possiede, in un crescendo di tensione emotiva che porta la protagonista alla perdita della ragione.
A rendere conto del mutamento in atto è la scena in cui Adele spia l'uomo di cui è perdutamente invaghita fare l'amore con un'altra donna, mentre sul suo viso prende forma un inquietante sorriso dettato da soddisfazione voyeuristica e gelosia.
Rilevante la parte finale del lungometraggio in cui questa volta è il tenente a seguire Adele per strada, mentre la ragazza, oramai smarrita nelle tenebre della follia, gli passa davanti senza più riconoscerlo.
Con "Adele H., una storia d'amore" Francois Truffaut rende omaggio ad un amore immaginato, folle, straziante, firmando uno dei film più intensi della sua produzione.
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