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lunedì, 31 luglio 2006
 

Benefici

Nell'articolo recentemente pubblicato sull'Unità, Marco Travaglio traccia un affresco di quel che si annuncia all'indomani dell'approvazione della legge sull'indulto.

Furbetti del quartierino e non  di Marco Travaglio
da l'Unità 28-7-06

L'indulto è come la patente a punti. Chiunque, fino al maggio 2006, ha concusso, ha corrotto o s'è fatto corrompere, ha abusato dei suoi poteri per favorire qualcuno, derubato lo Stato col peculato o la sua società con la bancarotta, truffato il prossimo, truccato gare d'appalto, incassato fondi neri, frodato il fisco, falsato bilanci, turbato il mercato finanziario con l'aggiotaggio, scalato banche violando le leggi, speculato con l'insider trading, giocato con la salute dei dipendenti provocando infortuni o addirittura decessi nei luoghi di lavoro, e fino a oggi temeva - in caso di condanna - di andare in carcere a scontare la pena, può tirare un sospiro di sollievo: partirà da meno tre. Nel senso di meno 3 anni di pena, da detrarre da eventuali condanne definitive.
Per i reati puniti più severamente (per esempio, la bancarotta o la rapina), l'indulto comporterà semplicemente uno sconto di pena. Per quelli puniti con sanzioni più blande (tutti quelli dei colletti bianchi), significherà azzerare le pene del tutto o quasi. E comunque garantirsi l'esenzione dal carcere: in Italia infatti si scontano dietro le sbarre solo le pene superiori ai 3 anni (sotto, c'è l'affidamento al servizio sociale: cioè l'assoluta libertà con qualche opera buona). Risultato: chi rischia pene fino ai 6 anni scende a 3, e non sconta nemmeno un giorno. Non solo: l'indulto cancella pure le pene accessorie (interdizione da pubblici uffici, cariche societarie, professioni): i condannati resteranno in Parlamento, nella pubblica amministrazione, nei mestieri che esercitavano mentre delinquevano. Giudici, pm e investigatori dovranno portare a termine indagini e processi già sapendo che sarà tutto inutile, o quasi: come per la Juventus, il campionato degli inquirenti partirà con una forte penalizzazione.
L'elenco dei beneficiari di questo colpo di spugna a orologeria, che sta per esser varato urbi et orbi con la scusa delle carceri affollate, è lungo chilometri. In cima alla lista, com'è noto, c'è Cesare Previti (pregiudicato per corruzione giudiziaria), che scenderà da 5 a 2 anni, lascerà gli arresti domiciliari e rientrerà in Parlamento, almeno finché la Camera non si deciderà a dichiararlo decaduto per l'interdizione perpetua. Poi c'è Silvio Berlusconi, imputato per corruzione del testimone David Mills e per i diritti Mediaset (appropriazione indebita, falso in bilancio e frode fiscale), insieme a Confalonieri (falso in bilancio) e ai figli Marina e Piersilvio (indagati per riciclaggio).
Poi ci sono i protagonisti di tutti gli scandali degli ultimi due anni. Comprese le teletruffe di Wanna Marchi e Stefania Nobile: condannate a 10 anni in primo grado, se patteggiano in appello scendono a 6 anni, e con l'indulto a 3: in pratica, non tornano mai più in carcere. I protagonisti dell'inchiesta penale su Calciopoli, a Napoli), non dovranno neppure patteggiare: le pene per la frode sportiva sono talmente basse da vanificare il futuro processo a Moggi, Carraro, Giraudo, Galliani, Mazzini, De Santis, Pairetto, Bergamo, ai figli di papà targati Gea e così via. Idem per Bancopoli (aggiotaggio e altri reati finanziari, a Milano e Roma), che vede inquisiti l'ex governatore Fazio e i multicolori furbetti del quartierino: Fiorani, Gnutti, Ricucci, Coppola, Consorte, Sacchetti, Billè, Palenzona. E sono ancora al vaglio degli inquirenti le posizioni dei politici beneficiati dal munifico banchiere di Lodi: i forzisti Brancher, Grillo, Dell'Utri, Romani e Comincioli, il leghista Calderoli e l'Udc Tarolli. Poi c'è la banda Parmalat, imputata a Milano e a Parma: da Calisto Tanzi in giù, fino ai banchieri (a cominciare da Cesare Geronzi) suoi presunti complici nella truffa a migliaia di risparmiatori. E c'è la banda Cirio di Sergio Cragnotti, anch'essa specializzata in bond-carta straccia. In una tranche collaterale del caso Parmalat sono indagati per corruzione De Mita (Dl) e Burlando (Ds), e in un'altra ancora, per finanziamento illecito, l'ex ministro Alemanno (An). Il "meno tre" potrebbe far comodo anche al forzista Raffaele Fitto e ai suoi coindagati a Bari per le presunte tangenti dal gruppo Angelucci. Per non parlare dei protagonisti dell'ultimo scandalo di Potenza: Vittorio Emanuele e due uomini di Fini: Salvo Sottile e Francesco Proietti Cosimi.
Ma c'è pure un esercito di deputati e senatori nei guai con la giustizia per vari reati, tutti compresi nell'indulto (conflitto d'interessi? Forse). Marcello Dell'Utri è imputato a Palermo per calunnia contro tre pentiti. Francesco Storace e il suo entourage sono accusati a Roma di associazione a delinquere per aver spiato illegalmente Marrazzo e la Mussolini. Il Ds ribelle Vincenzo De Luca, neosindaco di Salerno, è indagato per concussione, abuso, truffa e falso. An voterà no all'indulto, salvo due ex ministri, entrambi indagati: uno è Alemanno, l'altro è Altero Matteoli, rinviato a giudizio per favoreggiamento nell' inchiesta sugli abusi edilizi all'Elba. E la lista "nera" non finisce qui: Ugo Martinat è inquisito a Torino per turbativa d'asta e abuso per alcuni appalti Tav; e Silvano Moffa lo è a Velletri per corruzione. Nutrita anche la pattuglia Udc: se cade l'aggravante mafiosa del favoreggiamento, l'indulto serve a Totò Cuffaro; e, in caso di condanna, servirà di certo al neo- onorevole Vittorio Adolfo, accusato a Sanremo di corruzione, truffa e turbativa d'asta; a Giampiero Catone, imputato per truffa e bancarotta a Roma e L'Aquila; ad Aldo Patriciello, coinvolto nello scandalo molisano della circonvallazione di Venafro; e a Teresio Delfino, indagato per associazione a delinquere e truffa nella gestione allegra dell'Enoteca d'Italia;senza dimenticare Giuseppe Drago, condannato in primo grado a 3 anni e 3 mesi per peculato per aver svuotato la cassa della presidenza della regione Sicilia quando ne era governatore. Idem come sopra per altri ex Dc come Pino Firrarello (FI) e Nuccio Cusumano (Udeur), imputati per gli appalti truccati dell'ospedale di Catania.
A condurre le trattative col centrosinistra per l'indulto è stato l'on. avv. prof. Gaetano Pecorella (FI), che non solo difende Berlusconi in vari processi per reati non esclusi dall'indulto; ma, a quel che si sa, risulta ancora indagato a Brescia con l'accusa di aver pagato il supertestimone Martino Siciliano, affinchè ritrattasse le accuse al suo cliente Delfo Zorzi per le stragi di Piazza Fontana e Piazza della Loggia. Il reato ipotizzato è favoreggiamento: anch'esso compreso nel Grande Condono.
postato da barboun | 17:00 | commenti
politica
 

Coca cosa?

Beppe Grillo giura di averne prodotti 15 litri da solo. In risposta alla multinazionale che dopo più di un secolo continua a secretare la ricetta della bibita più bevuta del mondo, la CocaCola.

Perché se è difficile resistere a “tutte quelle bollicine”, si può comunque gustare l’effervescente softdrink senza finanziare col proprio denaro la Company da più fonti accusata di violazione dei diritti umani in Colombia.

Come? Producendosi la famosa Coke in proprio, attraverso la ricetta messa a disposizione sulla rete di una bevanda simile.

Si chiama OpenCola, la prima bibita prodotta con licenza GNU General Public License che, come per il settore informatico in cui questa licenza ha preso origine, ne rende disponibile il codice sorgente, ossia in questo caso la ricetta.

Una forma di boicottaggio non proprio immediata, per non dire improbabile, ma che forse può servire a promuovere un consumo più critico che tenga conto non solo della “bontà” dei prodotti che abitualmente troviamo sul mercato, ma anche delle politiche di produzione che si celano dietro un’accattivante reclame.

postato da barboun | 14:05 | commenti
economia


domenica, 30 luglio 2006
 

File sharing

Ci sono voluti quattro anni di dispute legali, e alla fine Kazaa, uno dei software più famosi nel mondo del file-sharing, è capitolato dinanzi all’industria discografica.

Kazaa era stata portata in tribunale dalle major a causa dei danni economici che quest'ultime avrebbero subito dai download di file protetti da copyright  tramite la piattaforma creata nel 2002.

Attraverso un accordo extragiudiziale, Kazaa si impegna quindi a versare alle case discografiche una somma di 100 milioni di dollari come risarcimento per i download illegali, evitando con questa soluzione l’oscuramento da parte delle autorità giudiziarie americane.

Oltre al significativo esborso Kazaa dovrà anche introdurre un sistema di filtraggio che escluderà il filesharing di file protetti da diritto d’autore.

Il principio che in sede di dibattimento ha permesso la vittoria delle major americane è stato dichiarare punibili i software che promuovono la violazione del copyright, e quindi dopo Napster, eMule, a cui è stato chiuso il server principale e BitTorrent, il giro di vite delle major discografiche si abbatte anche su Kazaa.

Con la buona pace di chi si impegna per la condivisione della conoscenza e della cultura in rete.

Riusciranno nell'intento di arginare un fiume in piena?

postato da barboun | 11:40 | commenti
media


venerdì, 28 luglio 2006
 

Indulti

Ma porc…!!! Mavaff…!!! Ma che c…o sta succedendo???!!!!!!!!!
Aspettiamo 5 anni, ingolliamo rospi su rospi da gonfiarci come giulianoneferrara perchè fiduciosi che alla tornata del 9 aprile ci saremmo sbarazzati del nano coi tacchi e i suoi sodali…e invece???...erano tra di noi… AAAAAAAAAAHHHHHHHHH!!!!!!!!!!
Ma io mi i….o come una bestia!!! E che poi vengano a raccontarci che “chi non vota comunista a vent’anni è senza cuore, ma chi vota comunista a quarant’anni è senza testa”, loro, i fautori della realpolitik.
Ho votato a sinistra, (lo so, non te ne frega niente) ma ho votato come altri milioni di italiani che a due mesi dalla fine del bivacco bislusconiano, scoprono di essere stati presi per il Culo!
RIVOGLIO LA MIA SCHEDA ELETTORALE! Rivendico il mio diritto a eliminare il voto in buona fede assegnato ai DS per ridarlo ad Antonio Di Pietro! L’unico parlamentare ad essersi opposto a questo scempio dell’indulto così come è stato appena approvato! L’unico politico che si è opposto a non includere nel procedimento di amnistia reati che solo il governo di centrosinistra è stato in grado di depenalizzare: i reati di corruzione presso la pubblica amministrazione e il reato di falso in bilancio.
Ma che cosa sta succedendo??? Ma da chi siamo governati?? Che differenza c’è tra centrocentro-destra e centrocentro-sinistra?? E Scalfari che discettava sulla questione morale…la sinistra e blablabla.
molto più semplicemente: è possibile vedere calpestati, in questo modo, proprio dalla classe politica che dovrebbe tutelarli, i più elementari principi di onestà e rispetto delle regole istituzionali?
Diciamoci la verità, nessuno di noi si aspettava dal nuovo governo la riedizione della NEP (tranne Bellachioma)…ma quale fantasiosa mente immaginava che proprio l’Unione portasse a termine il lavoro fatto dalla Casadellestralibertà?
E per fortuna che Tomasi da Lampedusa…
postato da barboun | 22:37 | commenti
politica